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Lo sport come farmaco: tavola rotonda sul paralimpismo con i mediciVersione stampabile


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Un anno fa emerse un dato allarmante: solo il 7% degli sportivi disabili toscani ha iniziato a praticare su indicazione del medico. Il Comitato Paralimpico Toscana, che offre numerose opportunità per l’avviamento alla pratica sportiva paralimpica, ha cercato di reagire, stimolando l’organizzazione di un convegno che potesse informare la categoria sulla necessità di promuovere lo sport nei soggetti con disabilità. L’iniziativa, accolta dall’assessore allo sport, welfare e diritto alla salute della Regione Toscana Stefania Saccardi, dal Comune di Firenze con il medico e Presidente della IV Commissione comunale Nicola Armentano, dall’Ordine dei Medici di Firenze con la Presidente Teresita Mazzei, si è svolta nel contesto del Congresso ASIAM Sport sabato 16 giugno allo Stadio Franchi di Firenze. Il rapporto tra sport e salute per le persone disabili è stato al centro degli interventi dei numerosi relatori, a cominciare dal Presidente di CIP Toscana Massimo Porciani, passando per il Prof. Giulio Del Popolo dell’Unità Spinale di Firenze, la Dr.ssa Piera Marchettoni della FISDIR, l’Ing. Andrea G. Cutti, Responsabile del Centro Ricerca Applicata del Centro Protesi INAIL di Budrio, la Dr.ssa Iva Pollini Dirigente di Cardiologia Pediatrica dell’Ospedale Meyer, Riccardo Burresi, Presidente dell’Osservatorio Regionale dello Sport, il Dott. Italo Giulio Ricagni, Presidente della Commissione Nazionale Disabili della Federazione Medico Sportiva Italiana e Renzo Ferrante, Luogotenente dei NAS Carabinieri di Firenze. Interessanti e toccanti le parole di Roberto Valori, Presidente della Federazione Italiana Nuoto Paralimpico ed ex atleta di alto livello plurimedagliato alle Paralimpiadi, testimone di quanto lo sport faccia bene: “Un medico illuminato mi ha cambiato la vita: alla fine degli anni ’60, quando ero un ragazzino, disse a mia madre che avrei dovuto praticare sport, e scelsi il nuoto. Da quel giorno io, nato senza entrambe le gambe e un braccio, ho preso in mano la mia vita”. Attraverso diverse declinazioni, è emerso che lo sport è quindi un vero e proprio farmaco, capace di potenziare le funzioni motorie ma anche di stabilizzare l’equilibrio psichico e di far socializzare. Sono quindi inconfutabili gli enormi benefici che la pratica sportiva dà a tutte le persone disabili, di come migliori la qualità della vita e di come quindi sia a pieno titolo parte del welfare.



16/06/2018


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