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Cornamusini: "Finalmente Campione del Mondo, che emozione!"Versione stampabile


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Al ritorno dalla trionfale spedizione in Austria, incontriamo il Campione del Mondo (clicca qui per la notizia ), Alessio Cornamusini, il talento di Castelfiorentino che racconta a CIP Toscana la storia di un titolo tanto inatteso quanto meritato.

Alessio, finalmente hai conquistato il titolo mondiale. Quanto conta per te averlo fatto tuo proprio ora?

“Questo mondiale vale moltissimo anche perché quest'anno per me è stato veramente molto difficile per una lunga serie di motivi. Dico solo che non sono riuscito ad allenarmi per tutto l'inverno a causa delle continue piogge che non mi permettevano di andare in Falesia visto che purtroppo in Toscana non ci sono strutture indoor adatte per fare una preparazione corretta ed efficace. Sono quindi arrivato ad inizio giugno, quando come ogni anno mi sposto dalla Toscana in Trentino Alto Adige per la preparazione finale in condizioni veramente pessime. I primi giorni mi sono reso conto di avere uno stato di forma terribile tanto da iniziare a pensare di chiudere la mia carriera agonistica; poi dopo i primi 10 giorni ho iniziato a stare un po' meglio e mi sono detto che non avrai dovuto mollare, anzi avrei dovuto tirare fuori il gladiatore che c’è in me e reagire”.  

Si arriva così a luglio, per la prova di Coppa del Mondo.

“A Briancon: un disastro. Sono riuscito ad arrivare solo sesto ed è stata un'altra mazzata tra capo e collo. Rientro a Campitello di Fassa piuttosto demotivato ma dopo un'altra settimana ho ricominciato ad allenarmi in maniera corretta. Il 25 luglio un mio compagno di squadra, Alessandro Neri, mi ha chiesto se avevo voglia di andare con lui ad Innsbruck per allenarci insieme 4 giorni sulla struttura dove avremmo fatto il mondiale. Ho accettato e il primo agosto sono partito, ma la sfortuna si è accanita e il secondo giorno mi sono infortunato del bicipite destro. Mi sono fermato a San Candido da due amici medici che mi hanno fatto un trattamento di radioterapia e ionoterapia. L'indomani ancora avevo un dolore pazzesco e ho deciso di andare a Cavalese per farmi una ecografia: la diagnosi è stata parziale strappo muscolare del capolungo, con invito a riposare per 15 giorni. Il 25 agosto ho ripreso ad allenarmi, il braccio non faceva più male, ma la paura di aggravarlo era tantissima e quindi non riuscivo a dare il 100%. Ho cercato di fare del mio meglio ma sono arrivato l’8 settembre non al meglio ed emotivamente a pezzi”.

Non ti sei arreso, però. A Innsbruck sei andato.

“A quel punto mi sono detto: ‘Alessio fregatene vai e divertiti, dai il meglio di sé stesso come hai sempre fatto e non preoccuparti’. Arrivato ad Innsbruck ho capito subito che sarebbe stato un mondiale bellissimo. L'organizzazione, molto attenta e curata, ha fatto sì che arrivassi alle qualifiche l’11 settembre con la voglia di fare bene. E così è stato. Per la prima volta in questi otto anni mi sono ritrovato su dei percorsi spettacolari mai banali dove, oltre a una buona preparazione fisica, servivano anche delle ottime capacità tecniche. Alla fine delle qualifiche mi sono ritrovato al primo posto della mia categoria poi il 13 settembre è arrivato il giorno della finale a quel punto la tensione era veramente tanta”.

Racconta le emozioni di quella giornata.

“Alle 12:30 c’è la presentazione degli atleti al pubblico, 6 minuti di ricognizione per poterci studiare la via di finale, una via spettacolare con dei volumi giganteschi tutti colorati che sembrava quasi un parco giochi per i bambini, ma a meta del percorso c'era un problema da risolvere che proprio non riuscivo a capire. A quel punto mi son detto ‘Quando sarai lì deciderai il da farsi’. Poi di nuovo in isolamento fino alle 14:00 quando è iniziata la finale della mia categoria. Da dietro la struttura sentivo il pubblico che incitava gli altri della mia categoria. Io parto per ultimo: lo speaker mi annuncia e il presidente di giuria viene a prendermi al mio ingresso, sono accolto da un fortissimo applauso. Ho riguardato per gli ultimi secondi il percorso che avrei dovuto affrontare e sono partito; mano a mano che progredivo mi entusiasmavo per la bellezza dei passaggi e la continuità del percorso, mi sentivo veramente bene. Poi, arrivato a tre quarti del percorso il pubblico ha iniziato ad aumentare l'intensità dell’incitamento, e da lì ho percepito che stavo andando più in alto dei miei compagni di categoria. Quando ho finito la mia prova mentre mi stavano calando, lo speaker ha detto il mio nome seguito da ‘Campione del mondo’. E’ stato un groppo allo stomaco tanto che sarei voluto scoppiare a piangere dalla felicità. Una volta con i piedi per terra i miei compagni di categoria sono venuti ad abbracciarmi per congratularsi con me. Ancora non ci credevo. Nonostante tutto ce l'avevo fatta! Poi alle 20:30 c’è stata la cerimonia di premiazione in una piazza del centro di Innsbruck, una cornice fantastica con un pubblico e una scenografia maestosa. Lo speaker chiama sul palco: ‘Primo classificato della World Championship dall'Italia Alessio Cornamusini!’. Ce l'ho fatta, quando meno me lo aspettavo sono riuscito a portare sul gradino più alto del mondo oltre che me stesso la Toscana, Firenze, il mio paese natale Castelfiorentino!”.

Chi desideri ringraziare?

“Voglio ringraziare tutti coloro che mi hanno sostenuto, supportato e aiutato a raggiungere questo risultato, ma in particolare voglio ringraziare mio figlio e la mia famiglia che con enormi sacrifici mi hanno sempre aiutato e sostenuto consentendomi di potermi spostare e prepararmi al meglio. Un grazie particolare anche a tutta la AVS austriaca per aver organizzato il mondiale più bello di sempre”.



24/09/2018


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