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Intervista all'atleta fiorentino Simone CiulliVersione stampabile


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INTERVISTA A SIMONE CIULLI

Simone Ciulli, 27 anni, fiorentino doc, sta facendo l’esame di stato per diventare avvocato ed il praticantato in uno studio legale oltre ad essere una promessa del nuoto paralimpico italiano.

Simone è stato molto disponibile a rilasciare questa intervista e, al ritorno dall’IDM di Berlino 2013 porta a casa due Record Italiani nei  100 Farfalla e nei 100 Stile Libero e un po’ di delusione nei confronti del “sistema”.

La scaletta dell’intervista viene completamente scombinata fin dall’inizio. Simone ha urgenza di parlare dei suoi risultati di Berlino  e di quanto sarebbero potuti cambiare con un allenamento più sostenuto e con investimenti economici diversi da parte della Federazione Nuoto Paralimpico e del CIP.

In che senso? Cosa vorresti che cambiasse?

A livelli più alti nessuno è disposto ad investire qualcosa, lo sport a livello professionistico, nel mondo paralimpico, ancora stenta a prendere campo. Esistono delle possibilità di entrare nelle Forze Armate solo per i primi 4 del mondo, tutti gli altri si dividono tra lavoro e studio, diventa sempre più difficile dedicare tempo e “qualità” agli allenamenti ed in gara. Io ad esempio sto studiando per l’esame di stato per avvocato e sto collaborando con uno studio legale, il che mi rende difficile allenarmi ogni giorno, più volte al giorno.

Dove ti alleni?

Alla Fiorentina Nuoto Club di Bellariva (FI) con l’allenatore Fabrizio Verniani e l’atleta olimpico Niccolò Beni che mi aiutano nell’allenamento e a cui sono molto legato per tutto quello che la Società ha fatto nei miei confronti.

Inoltre io alleno la categoria “Master” alla Klab di Marignolle perché, oltre a nuotare, ho un sacco di brevetti per l’allenamento.

Sceglieresti questa carriera, invece di fare l’avvocato?

Sì, assolutamente, se fossero presenti le condizioni per portare avanti questa carriera a livello professionistico. La mia vita l’ho passata in piscina.

Quando hai iniziato?

Da quando ero piccolo, per la patologia che ho alla gamba, dovuta a sofferenza neonatale, al momento del parto, era consigliabile l’attività in piscina per evitare altre problematiche e allora i miei mi hanno iscritto molto precocemente ai corsi di nuoto.

Poi ho continuato ed ho sempre gareggiato con i normodotati, nel 2006 ho anche ottenuto un secondo posto ai Campionati Regionali F.I.N. nei 200 Stile Libero.

Sono venuto a conoscenza della possibilità di poter gareggiare in ambito paralimpico nel maggio 2012. Ho partecipato ad una gara Master grazie a Marco Passerini (Delegato FINP Toscana) nella quale degli esperti mi hanno segnalato che c’erano i presupposti per poterlo fare. Allora ho iniziato le procedure per la classificazione, grazie anche al Dott. Migliolo e, agli Assoluti Italiani di luglio 2012, ho potuto partecipare conquistando il Record Italiano nei 100 Farfalla.

Che cosa significa per te gareggiare con i disabili?

All’inizio è stato piuttosto traumatico, la mia famiglia mi ha sempre detto: “sei come tutti gli altri” e non l’hanno presa benissimo. Ci sono disabili gravi e il nuoto li aiuta a risolvere diversi problematiche, a rendersi più autonomi. Poi ti sensibilizzi riguardo certi aspetti e ti viene voglia di dare una mano, di renderti disponibile ad aiutarli, per esempio anche negli spostamenti.

Ci sono dunque delle categorie, delle classificazioni internazionali in relazione alla diversa gravità della disabilità?

Sì, io per esempio sono S10, la categoria con difficoltà più lievi, la più vicina ai normodotati.

Benché lo sport paralimpico sia “pulito”, specialmente a livello nazionale, devo dire che nelle classificazioni internazionali ho visto degli “interessi” che reputo davvero brutti. Ho avuto la sensazione che alcuni disabili simulassero di avere una difficoltà più grave per essere classificati in una categoria inferiore ed avere così più possibilità di vincere le gare.

Quali saranno i prossimi appuntamenti importanti?

Dal 19 al 24 giugno ci saranno i “Giochi del Mediterraneo”, per i quali mi sto allenando.  L’8 e 9 giugno ci sono i societari per le qualifiche ai Mondiali, ma scegliendo di allenarmi per i Giochi del Mediterraneo con l’allenamento vai a caricare molto e non ottieni buone prestazioni in gara, quindi penso che rinuncerò.

Il 15 giugno ci sarà il Sette Colli a Roma, parata di Big del nuoto per normodotati, dove ci saranno anche due batterie con gli atleti più rappresentativi della nazionale paralimpica.

Dunque sei il primo atleta Toscano convocato in Nazionale dopo tanto tempo, dopo la mitica Marina Tozzini, eccezionale atleta paralimpica.

Bhè sì, in Toscana non abbiamo molti atleti di rilievo nel nuoto, ci siamo io e Filippo Bianchi, che è ancora giovane. Altri atleti si allenano alla Po.Ha.Fi, storica società fiorentina, con buoni risultati, come Nicola De Carlo.

Rifaresti questa scelta?

Assolutamente sì, essere in Nazionale è veramente un’emozione forte, frequentare certi ambienti, certi impianti, con un pubblico così numeroso, ne vale la pena assolutamente.



13/06/2013


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