Il Baskin: integrazione sotto canestroVersione stampabile


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La voglia di unire sotto canestro normodotati e cestisti disabili: da questo desiderio nasce il Baskin, una versione della palla a spicchi con più canestri, ruoli e punteggi diversi, a seconda che a fare centro sia un normodotato o un disabile.

Sul parquet di gioco, oltre ai canestri regolamentari, ci sono altre due aree di tiro, con doppi canestri di differenti altezze. Si gioca sei contro sei e ad ogni ruolo è abbinato un numero da 1 a 5: il ruolo 5 è ricoperto dai giocatori che hanno il massimo delle competenze e abilità, mentre il ruolo 1 è ricoperto da persone in sedia a rotelle non indipendenti nella spinta. Ogni giocatore può marcare solo il proprio pariruolo e i 5 possono fare solo tre tiri per tempo, con i loro canestri che valgono solo 2 punti; i canestri dei ruoli 1, invece, valgono 3.

Un sistema di regole che vuole ottenere quell'effetto di integrazione tanto desiderato, dove i giocatori disabili possano essere con più probabilità quelli decisivi.

Di Baskin se ne è parlato il 2 giugno a Porcari, in una giornata che ha visto il coinvolgimento, tra gli altri, anche di Vangelisti, delegato della Toscana Basket, e Landini, Presidente Toscana minibasket. Un convegno sull'argomento si è svolto la mattina, mentre il pomeriggio le squadre dei Gladiatorius e del Cremona Sansebasket hanno dato una dimostrazione pratica di questo nuovo sport: all'insegna dell'integrazione.



04/06/2014


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