Il Tiro a segno per non vedenti ed ipovedenti: la nuova sfida parte dalla ToscanaVersione stampabile


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Già una decina di anni fa si era parlato della possibilità di allargare la disciplina del Tiro a segno paralimpico ai tiratori non vedenti ed ipovedenti. Oggi questa possibilità sembra più concreta, grazie al referente tecnico nazionale, Giuseppe Ugherani, che, attraverso le indicazioni utili ricevute da Patrick Moor, membro della sub commissione IBSA che si occupa di Tiro a segno per non vedenti, ha iniziato a studiare il regolamento di questa specialità per tentarne l’introduzione anche nel nostro paese.

A luglio, in occasione dei Mondiali IPC di Suhl, si è svolto un evento dimostrativo del Tiro a segno per non vedenti con l'uso di carabine laser (simile all'attuale sistema utilizzato dagli atleti del biathlon paralimpico); i paesi partecipanti alla rassegna iridata, riuniti in assemblea, non si sono però espressi favorevolmente all'introduzione del tiro completamente elettronico. Per questo motivo, nelle competizioni attuali e ai prossimi Campionati Europei di Dadaj, in Polonia, sarà ancora una volta utilizzato il canocchiale acustico Swarowski, anche se sono allo studio altri sistemi di tiro (EKO, Scatt, Wings Group).

La regione Toscana, in quest'ottica di sperimentazione per il Tiro a segno per non vedenti ed ipovedenti, è stata protagonista: a Cortona, in provincia di Arezzo, infatti, lo stesso referente tecnico nazionale Ugherani, in collaborazione con un tiratore volontario non vedente, ha effettuato delle prove pratiche in dry-fire (senza sparare), con l’utilizzo del simulatore di tiro Scatt in modalità acustica. Un passo importante per centrare il bersaglio in questa difficile sfida.



06/11/2014


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